In uno dei precedenti post (Io sono la mia Maschera), ho affrontato il tema "maschere". Nella conclusione ho introdotto il concetto di "soluzione alle maschere" citando il buio.
Avendo quindi parlato di molteplici facce appartenenti ad ognuno di noi, ci terrei a precisare che, ovviamente, il concetto di "falsità" perde molto del suo significato.
Come posso giudicare Falsa una persona, se quest'ultima cambia atteggiamento, modo di fare di dire o di pensare? Ha solo cambiato maschera esattamente come facciamo noi in continuazione.
La "falsità" appartiene più ad un aggettivo dispregiativo usato da tante tante persone.
Non sarò ipocrita: anche io l'ho usato e anche io l'ho ricevuto.
In questo post parlerò di un Buio diverso: un Buio particolare.
Tutti noi assumiamo atteggiamenti diversi in base al contesto in cui ci troviamo: ma se ci trovassimo nella più totale tenebra? Immaginatevi in una sala completamente oscurata. Non né conoscete l'architettura e non avete idea di chi, come voi, la sta abitando.
Nessuno sa di nessun'altro ma tutti sapete di non sapere.
Chi siete dunque?
Non avete volti, non avete maschere e non avete passato né futuro; siete soli in compagnia.
Che ci sia un Re o che ci sia uno schiavo, che ci sia un bianco o un nero, che ci sia un saggio o la persona più superficiale del mondo, non fa differenza. Perché nessuno lo saprà mai e nessuno riuscirà mai a credervi.
Visto che non trarrò profitto dal recitare la parte di un altro me, non mi resta che essere me stesso.
Non verrò giudicato, non verrò beffeggiato e se questo dovesse succedere, nessuno seguirà il "bullo" visto che nessuno potrà sentirsi superiore a me.
Leoni e pecore riuniti in una sala buia. Leoni e pecore messi tutti allo stesso livello.
Leoni che diventano pecore, pecore che diventano Leoni.
Tutti completamente uguali, tutti completamente liberi.
Io non ho problemi se non ho identità, non ho passato e non ho futuro. Non ho paura, non ho dubbi e non ho di certo ripensamenti visto che uscito da lì, nessuno saprà che ero io a dire quelle cose. Io a provare quelle cose e io a raccontarle.
Potrò piangere, potrò ridere, potrò gridare.
Tutti potranno farlo e nessuno potrà dire niente.
Al giorno d'oggi non si è più liberi di fare niente: se piangi anche il più lontano dei tuoi amici verrà a chiederti cos'hai giusto per il gusto di sfamare la curiosità che lo mangia vivo.
Se gridi ti diranno di stare zitto.
Se odi ti scanseranno.
Se ami ti invidieranno.
Se parli ti giudicheranno.
Ciò porta a una condizione di estremo stress inconscio in cui una ruota continua a girare ininterrottamente: te giudichi me, io giudico lui, lui giudica te.
Inutile fingersi moralisti.
Anche Dio peccò.
Il 3.14 del PiGreco è solo l'inizio: potreste proseguire all'infinito coi numeri, ma senza ripetizioni. Questo significa che all'interno di questa serie, è contenuto ogni altro numero: la vostra data di nascita, la combinazione dell'armadietto.Se convertiste questa serie in lettere,otterreste ogni parola che sia stata concepita in ogni combinazione.Il nome della persona per cui avete una cotta, la storia della vostra vita.Tutte le infinite possibilità del mondo si trovano all'interno di esso
sabato 22 giugno 2013
giovedì 20 giugno 2013
Qualcosa di strano
L'uomo è attratto dall'ignoto.
Il problema è che ne è anche spaventato.
Il dubbio è il principale nemico della ragione poiché non è spiegabile, identificabile e soprattutto definibile.
L'essere umano ha bisogno di definizioni riguardo qualunque cosa: deve conoscere così da poter controllare. Se non può controllare, si sente minacciato.
Se si sente minacciato, ha paura.
Alcuni definiscono la religione come una spiegazione a domande prive di risposta, altri usano il Fato per giustificare varie situazioni. Altri ancora si affidano alla fisica o alla fortuna, e infine, meno numerosi, ci sono quelli che sanno di non poterlo sapere, e lo accettano.
Il problema è che ne è anche spaventato.
Il dubbio è il principale nemico della ragione poiché non è spiegabile, identificabile e soprattutto definibile.
L'essere umano ha bisogno di definizioni riguardo qualunque cosa: deve conoscere così da poter controllare. Se non può controllare, si sente minacciato.
Se si sente minacciato, ha paura.
Alcuni definiscono la religione come una spiegazione a domande prive di risposta, altri usano il Fato per giustificare varie situazioni. Altri ancora si affidano alla fisica o alla fortuna, e infine, meno numerosi, ci sono quelli che sanno di non poterlo sapere, e lo accettano.
La verità è dunque qualcosa di soggettivo che non va né criticata né tanto meno beffeggiata dal momento in cui la mia credenza vale esattamente quanto la tua.
Per quanto ne sappiamo noi, ora potremmo anche essere dentro un sogno quando il nostro vero Io è un corpo in coma in chissà quale pianeta.
Voi dimostratemi che è impossibile, e io mi inchinerò.
Perché sono così sicuro? Perché anche la scienza stessa reputa tutto possibile ergo non mi inginocchierò mai.
Sapete: alla tesi di maturità chiesi ai professori: "E se i sogni fossero reali?"
In quel momento rischiai l'anno scolastico ma poi una simpatica signora della commissione mi fece: "In che senso reali? I sogni sono frutto della nostra immaginazione"
Una volta ripreso colore a causa della paura dell'imminente bocciatura, continuai: "E chi glie lo conferma? Solo perché sono frutto della nostra mente, vuol dire che devono essere necessariamente finti?"
Dopo interminabili secondi dell'ennesimo silenzio da bocciatura, mi chiesero di spiegare.
Freud sosteneva che i sogni sono la via regale verso l'inconscio.
Quando mi addormento, entro in un mondo che all'apparenza non mi appartiene, in realtà è completamente dentro me. Ogni sorta di figura umana, animale, ogni oggetto, luogo e ogni vicenda, è ricollegabile a qualcosa della mia realtà di ogni giorno.
Diffidate dai libri che vi ubriacano con frasi tipo "Un muro vuol dire morte". Sono stronzate.
Ogni interpretazione è puramente soggettiva e, citando ancora Freud, a volte un sigaro è solo un sigaro.
Io all'esame, dopo una intro del genere, introdussi però ciò che tutt'ora sostengo.
Io sostengo il dubbio: possiamo dubitare di qualunque cosa, tranne che del dubbio stesso.
Quando mi abbandono alla vita onirica, entro a far parte di una nuova realtà che ci prende anche i sensi.
Delle volte in un sogno abbiamo paura, delle volte piangiamo, delle volte ci affezioniamo, delle volte addirittura ci svegliamo tristi perché vorremmo tornare in quell'ambiente.
Posso sognare me stesso che parlo inglese e cazzo, lo parlo bene!
Posso sognare me stesso leggero come una piuma libero sopra un'aquilone in cielo.
Posso sognare me stesso mentre dormo, mentre mangio, mentre grido, mentre interagisco con persone.
Ma se i sensi sono nel sogno con me, se io in quel momento VIVO quella realtà, se io quando poi mi sveglio lascio una parte di me e dei miei ricordi la dentro: con quale coraggio lo definisco falso?
I sogni sono reali, per quanto ne sappiamo, tanto quanto la realtà stessa.
Il fatto che non possiamo ricordali alla perfezione non fa che rafforzare questa idea.
Noi sogniamo ogni notte per tutta la durata del sonno, nonostante poi ci ricordiamo minime parti o niente.
Ora vi chiedo: e se fosse l'accesso a un'altra realtà?
Per quanto ne sappiamo noi, ora potremmo anche essere dentro un sogno quando il nostro vero Io è un corpo in coma in chissà quale pianeta.
Voi dimostratemi che è impossibile, e io mi inchinerò.
Perché sono così sicuro? Perché anche la scienza stessa reputa tutto possibile ergo non mi inginocchierò mai.
Sapete: alla tesi di maturità chiesi ai professori: "E se i sogni fossero reali?"
In quel momento rischiai l'anno scolastico ma poi una simpatica signora della commissione mi fece: "In che senso reali? I sogni sono frutto della nostra immaginazione"
Una volta ripreso colore a causa della paura dell'imminente bocciatura, continuai: "E chi glie lo conferma? Solo perché sono frutto della nostra mente, vuol dire che devono essere necessariamente finti?"
Dopo interminabili secondi dell'ennesimo silenzio da bocciatura, mi chiesero di spiegare.
Freud sosteneva che i sogni sono la via regale verso l'inconscio.
Quando mi addormento, entro in un mondo che all'apparenza non mi appartiene, in realtà è completamente dentro me. Ogni sorta di figura umana, animale, ogni oggetto, luogo e ogni vicenda, è ricollegabile a qualcosa della mia realtà di ogni giorno.
Diffidate dai libri che vi ubriacano con frasi tipo "Un muro vuol dire morte". Sono stronzate.
Ogni interpretazione è puramente soggettiva e, citando ancora Freud, a volte un sigaro è solo un sigaro.
Io all'esame, dopo una intro del genere, introdussi però ciò che tutt'ora sostengo.
Io sostengo il dubbio: possiamo dubitare di qualunque cosa, tranne che del dubbio stesso.
Quando mi abbandono alla vita onirica, entro a far parte di una nuova realtà che ci prende anche i sensi.
Delle volte in un sogno abbiamo paura, delle volte piangiamo, delle volte ci affezioniamo, delle volte addirittura ci svegliamo tristi perché vorremmo tornare in quell'ambiente.
Posso sognare me stesso che parlo inglese e cazzo, lo parlo bene!
Posso sognare me stesso leggero come una piuma libero sopra un'aquilone in cielo.
Posso sognare me stesso mentre dormo, mentre mangio, mentre grido, mentre interagisco con persone.
Ma se i sensi sono nel sogno con me, se io in quel momento VIVO quella realtà, se io quando poi mi sveglio lascio una parte di me e dei miei ricordi la dentro: con quale coraggio lo definisco falso?
I sogni sono reali, per quanto ne sappiamo, tanto quanto la realtà stessa.
Il fatto che non possiamo ricordali alla perfezione non fa che rafforzare questa idea.
Noi sogniamo ogni notte per tutta la durata del sonno, nonostante poi ci ricordiamo minime parti o niente.
Ora vi chiedo: e se fosse l'accesso a un'altra realtà?
martedì 18 giugno 2013
Primo appuntamento post # 2
Questo post è un proseguo del primo. (Primo appuntamento 1)
Ci troviamo in un ipotetico primo appuntamento e, a differenza del primo, oggi prenderemo le sembianze di un egocentrico vanitoso.
Preparativi, la calma è la virtù dei forti: "Buongiorno mondo, oggi ti delizierò nuovamente con la mia benevola presenza! Diciamo che da ieri ad oggi son cambiate tante cose eh. Sono cresciuto, sono più maturo e ora che mi guardo allo specchio beh... wow! Sono più alto! Questo bicipite non finisce di crescere, sarà il caso di tenerlo d'occhio. Non vorrei diventare troppo bello anche per me stesso.
Ci troviamo in un ipotetico primo appuntamento e, a differenza del primo, oggi prenderemo le sembianze di un egocentrico vanitoso.
Preparativi, la calma è la virtù dei forti: "Buongiorno mondo, oggi ti delizierò nuovamente con la mia benevola presenza! Diciamo che da ieri ad oggi son cambiate tante cose eh. Sono cresciuto, sono più maturo e ora che mi guardo allo specchio beh... wow! Sono più alto! Questo bicipite non finisce di crescere, sarà il caso di tenerlo d'occhio. Non vorrei diventare troppo bello anche per me stesso.
Dunque mi pare di ricordare che... Ah si, l'appuntamento con quella Mara. O forse era Rebecca. Vabè fa niente me lo ricorderò man mano che mi preparo.
La doccia l'ho fatta, i peli pubici son perfetti, le gambe... Dio santo appena torno a casa serve l'ennesima sfoltita! Le ascelle profumano come sempre e... Ma su basta. Figuriamoci se una come Maria si sofferma su queste cose. Forse era Claudia...
La maglia è a posto, la kefiah perfetta, scarpe ok pantaloni ok viso ovviamente ok. Si parte!
Tragitto verso il punto d'incontro: "Alito ok, mani profumate, capelli intoccabili. Era Giulia. No era Paola... Paola è quella di ieri che cretino. No ieri era Giulia quindi oggi è Clarissa.
Non ha importanza.
Oggi mi sento proprio in forma: credo che la porterò fuori a fare un giro al parco per poi invitarla a cena. Non ho molti soldi ma io non credo che sia un problema visto che uno come me, è un peccato lasciarselo sfuggire. Clarissa non è stupida e l'ha sicuramente capito... Pagherà lei. Si credo possa andare.
Forse Clarissa era quella della settimana scorsa però.
Uhm credo di essere un pò in ritardo ma com'è che si dice? Meglio tardi che mai! Ma poi farsi desiderare rende tutto molto più magico.
Dio come sono bello!
Sicuramente è Marica.
Dolce arrivo: "Ecco il bar di fronte il quale dobbiamo vederci. Forse è già dentro perché non mi sembra di vederla e io non sbaglio mai quando si tratta di messa a fuoco.
Gabriella! Ecco come si chiama! Si ne sono sicuro, anche se non del tutto...
Facciamo che non la chiamo eh.
Eccomi arrivato. Non c'è, sarà in ritardo anche lei. Eh è proprio la ragazza giusta per me: bella quasi come me, in ritardo quasi come me e alta quasi come me! Le manca quel tocco di classe che però non si acquisisce. Io che posso farci, sono nato così!
Credo iniziasse per C: Clarissa, Clarabella, Celeste, Chiara, Crescenzia.. Oddio se si chiama così la lascio. Clemenzia, Caterina, Clara... Ah ecco! Era Cunegonda! Ma esiste?
Ascesa della ragazza senza nome: "Forse è lei. Era anche ora cavolo, se mi avesse detto - Guarda ritardo quaranta minuti - di certo ci avrei pensato due volte prima di incontrarla.
Le bacio la mano e mi presento con un inchino o parto sportivo?
Aspetta: ha ritardato veramente tanto quindi direi di non fare completamente niente. Vediamo di mettere subito in chiaro che è l'uomo a comandare ed è la donna a doversi inchinare eh!
Concetta, Cleofe, Cronida, Cassiopea, Camelia, Carol, Cinzia.
Debutto: "E' carina. Mi aspettavo un saluto migliore ma non credo che capisca a pieno con chi ha a che fare. Carla, Carmela, Clarissa è proprio carina!
Credo se la tiri un pò ma è proprio una situazione interessante. La farò cadere ai miei piedi. La farò innamorare di me e non avrà scampo! Guarda che ciuffo da maschio!
E' ora di aprire le danze:
-"Ehi bella, sono Jason. Ti trovo in forma! Eheh"
-"Bella? Io ho un nome ma sicuramente non te lo ricordi. Comunque hai l'alito pesante, e ti suda tutta la fronte! Hai le scarpe orrende e i jeans fuori moda. Quella cos'è poi: una kefiah? Chi ti ha insegnato a metterla? Ehi bello, il tuo ciuffo è da femmina. Trovati un'altra ragazza da importunare, sei out. Io esco solo con chi è In."
La doccia l'ho fatta, i peli pubici son perfetti, le gambe... Dio santo appena torno a casa serve l'ennesima sfoltita! Le ascelle profumano come sempre e... Ma su basta. Figuriamoci se una come Maria si sofferma su queste cose. Forse era Claudia...
La maglia è a posto, la kefiah perfetta, scarpe ok pantaloni ok viso ovviamente ok. Si parte!
Tragitto verso il punto d'incontro: "Alito ok, mani profumate, capelli intoccabili. Era Giulia. No era Paola... Paola è quella di ieri che cretino. No ieri era Giulia quindi oggi è Clarissa.
Non ha importanza.
Oggi mi sento proprio in forma: credo che la porterò fuori a fare un giro al parco per poi invitarla a cena. Non ho molti soldi ma io non credo che sia un problema visto che uno come me, è un peccato lasciarselo sfuggire. Clarissa non è stupida e l'ha sicuramente capito... Pagherà lei. Si credo possa andare.
Forse Clarissa era quella della settimana scorsa però.
Uhm credo di essere un pò in ritardo ma com'è che si dice? Meglio tardi che mai! Ma poi farsi desiderare rende tutto molto più magico.
Dio come sono bello!
Sicuramente è Marica.
Dolce arrivo: "Ecco il bar di fronte il quale dobbiamo vederci. Forse è già dentro perché non mi sembra di vederla e io non sbaglio mai quando si tratta di messa a fuoco.
Gabriella! Ecco come si chiama! Si ne sono sicuro, anche se non del tutto...
Facciamo che non la chiamo eh.
Eccomi arrivato. Non c'è, sarà in ritardo anche lei. Eh è proprio la ragazza giusta per me: bella quasi come me, in ritardo quasi come me e alta quasi come me! Le manca quel tocco di classe che però non si acquisisce. Io che posso farci, sono nato così!
Credo iniziasse per C: Clarissa, Clarabella, Celeste, Chiara, Crescenzia.. Oddio se si chiama così la lascio. Clemenzia, Caterina, Clara... Ah ecco! Era Cunegonda! Ma esiste?
Ascesa della ragazza senza nome: "Forse è lei. Era anche ora cavolo, se mi avesse detto - Guarda ritardo quaranta minuti - di certo ci avrei pensato due volte prima di incontrarla.
Le bacio la mano e mi presento con un inchino o parto sportivo?
Aspetta: ha ritardato veramente tanto quindi direi di non fare completamente niente. Vediamo di mettere subito in chiaro che è l'uomo a comandare ed è la donna a doversi inchinare eh!
Concetta, Cleofe, Cronida, Cassiopea, Camelia, Carol, Cinzia.
Debutto: "E' carina. Mi aspettavo un saluto migliore ma non credo che capisca a pieno con chi ha a che fare. Carla, Carmela, Clarissa è proprio carina!
Credo se la tiri un pò ma è proprio una situazione interessante. La farò cadere ai miei piedi. La farò innamorare di me e non avrà scampo! Guarda che ciuffo da maschio!
E' ora di aprire le danze:
-"Ehi bella, sono Jason. Ti trovo in forma! Eheh"
-"Bella? Io ho un nome ma sicuramente non te lo ricordi. Comunque hai l'alito pesante, e ti suda tutta la fronte! Hai le scarpe orrende e i jeans fuori moda. Quella cos'è poi: una kefiah? Chi ti ha insegnato a metterla? Ehi bello, il tuo ciuffo è da femmina. Trovati un'altra ragazza da importunare, sei out. Io esco solo con chi è In."
Il talento di chi invecchia senza diventare adulto
Sono particolarmente incazzato a causa dei genitori della mia ragazza.
Se vogliamo parlare di un argomento al giorno d'oggi alquanto diffuso, possiamo prendere loro come esempio. Uno dei due in particolare.
Non mi soffermerò a fare esempi, non citerò date e non parlerò di niente in particolare.
"L'età è solo un numero" è una frase tipica di bambini o bambine che, alle prime esperienze di vita, vogliono sentirsi grandi. E' una frase dal mio punto di vista stupida visto che ci tengo ai valori e ai principi, ma non è questo il punto.
Secondo me, questo "detto" è da attribuire alle persone di mezza età e non agli adolescenti!
Un ragazzino non ha idea di cosa sia giusto o sbagliato, lo capisce col tempo. Ma quando compi quarant'anni, cinquant'anni e giù di li, mi spieghi che scusa usi per riuscire a non capire un cazzo?
Ora non aggrappatevi alla scusa del "non si finisce mai di imparare" perché regge quanto un castello di carte di fronte a un ventilatore acceso: uno impara quando presenta due doti.
-Elasticità mentale.
-Consapevolezza di avere un cervello e poterlo usare.
(La seconda è forse più rara della prima).
Vedo signori e signore che usano la data di nascita impressa nel documento per avvalersi del diritto di sapere, di conoscere e di aver già visto.
Vedo signori e signore che armati di presunzione sminuiscono giovani in qualunque cosa per non affrontare la paura di esser stati superati.
Vedo signori e signore che non capiscono un cazzo.
Che tu sia egiziano, portoricano, italiano, americano o della luna, la cosa non cambia! Se sei genitore prima o poi troverai tuo figlio a confronto con te.
E' un fenomeno normale, diffuso e GIUSTO.
I figli fanno le veci del padre o della madre, ne prendono esempio, ne traggono spunto e delle volte li superano delle volte no.
Io facevo pallavolo, mio figlio ora fa pallavolo e sembra che diventerà più bravo di com'ero io alla sua età.
A) Lo incolpo di ciò, lo umilio, gli faccio capire che non avrà futuro in questo sport e glie lo smetto di pagare.
B) Lo incoraggio perché se lui mi supera e vince dove non ho vinto io, mi rende fiero e mi fa sentire vincitore.
Beh ovviamente le persone che ho in testa ora sceglierebbero B!
Badate bene, se ci fosse una C peggiore, sceglierebbero C senza manco leggerla.
Il progresso non è solo un cazzo di carro che diventa automobile. Non è solo una palafitta che diventa casa galleggiante e non è di certo una memory card che passa da 32 mega a 1 giga.
Il progresso è MENTALE e a me sembra che più andiamo avanti più regrediamo.
La competizione ormai non è solo per il paese d'origine, nello sport o tra aziende concorrenti.
E' anche tra genitori e figli, tra vecchi che giocano a carte al parco e giovani che si divertono con un aquilone! La competizione ormai è tra le persone e il cervello che hanno dentro la testa e io sto notando che alcuni la prendono un pò troppo sul serio.
C'è gente dopata di stupidità che non accetta l'idea che il vecchio lascia posto al nuovo.
Ora non fraintendetemi: sono consapevole che ci sono eccezioni visto che mio padre è una di queste, sono consapevole che il passato va rispettato perché è la base del presente e sono consapevole che i giovani troppo spesso sbagliano.
Ciò che affermo e sottolineo è: SBAGLIARE è GIUSTO DELLE VOLTE.
Ora mi devo calmare che sono più incazzato di prima.
Alla prossima
Io sono la mia maschera
Abbiamo bisogno di sentirci bravi in qualcosa.
Abbiamo bisogno di sentirci migliori di qualcuno in qualcosa.
Essere ultimi fa male, essere ultimi è umiliante, essere ultimi non è accettabile.
Se qualcuno mi dirà che faccio schifo a disegnare, io risponderò che però sono bravo nello sport.
La cosa peggiore è quando queste cose vengono dette di fronte ad altre persone... In quel momento vorremmo spaccare tutto, cancellare la memoria di tutti quelli che hanno sentito quell'affermazione e, soprattutto, ci piacerebbe dimostrare il contrario di ciò di cui siamo stati accusati.
Il problema è che troppe volte, ci attaccano dicendo il vero.
E' così che preserviamo la nostra sanità mentale usando come scusa una maschera.
La maschera è qualcosa di coprente, che nasconde e tiene al sicuro qualcosa nel momento opportuno... Quel qualcosa è la nostra identità.
E' diventato troppo comune ormai, l'affermare che il nostro vero Io è un'altro rispetto a quello che si mostra in determinate occasioni.
E' diventato comodo. E' diventato un bisogno!
La tecnologia poi aiuta enormemente: parliamo di Facebook. Quanti leoni della tastiera esistono che poi dal vivo si rivelano veri e propri imbecilli?
Vedo persone superficiali scontate banali e fastidiose, diventare veri e propri geni una volta tornati alle chat. Danno consigli superlativi citando anche filosofi quasi dimenticati. Ti lasciano di stucco.
A questo punto viene da chiedersi una cosa semplice: se dal vivo è in un modo, e davanti al monitor in un altro, chi sarà il vero Lui?
Chiedetelo al diretto interessato e ovviamente affermerà di essere se stesso da casa. Dal vivo indossa una maschera perché la mentalità media oggi, alla sua età, offre solo persone stupide.
La verità è che sono tutte stronzate.
Partiamo dal presupposto che dietro un monitor tutti possono impersonare chiunque e nessuno ha il diritto di dire "ma" dato che fondamentalmente, se io affermo di essere un campione di nuoto che nel tempo libero fa l'astronauta, te non sei nessuno per obiettare visto che non mi conosci abbastanza.
Ma, escludendo questo presupposto, io oserei dire che una persona è ANCHE chi sembra.
L'abito non fa il monaco, ma se il monaco indossa quell'abito un motivo c'è.
Un individuo medio cerca sempre di dare un'idea di sé ispirandosi a qualche stereotipo: tutti ne abbiamo vari e ognuno varia a seconda del contesto in cui serve.
Quando mi specchio cerco di somigliare al mio attore o cantante preferito, quando esco di casa cerco di somigliare ai miei amici o provo a esser completamente diverso da loro giustificando ciò con "Sono me stesso". Quando mi trovo di fronte a un monitor mi levo la maglia ingozzandomi di nachos al formaggio, quando vado ad un colloquio di lavoro sono educato e composto eccetera eccetera.
Qual'è il vero Me? Quali sono maschere e qual'è il vero volto di questo corpo?
Con gli amici sono me stesso quando dico parolacce e suono ai campanelli per poi scappare.
Con una donna sono me stesso quando le regalo una rosa e le dico che l'amo.
L'abito fa anche il monaco così come il libro è anche la sua copertina.
Io penso che ci sia un solo modo per determinare d'avvero qual'è la maschera principale di una persona...
Badate bene: "Maschera principale" e non "Vero carattere".
Questo "modo" sarà l'argomento principale di uno dei prossimi post nel cui titolo sarà evidente la parola "Buio".
Ora se vi sentite irritati, infastiditi o esageratamente scettici... meglio. Vuol dire che ho ragione io.
lunedì 17 giugno 2013
L'acidità femminile
Ci tengo a premettere che non sono maschilista e non sono qua a criticare il genere femminile, visto che sono il primo a rispettarlo e, ovviamente, apprezzarlo.
Una cosa però va detta: perché noi uomini veniamo sempre etichettati come "i tonti"?
L'uomo matura più tardi, la donna è il futuro, senza la donna non si va avanti, i più grandi casini nella storia umana sono stati fatti da uomini eccetera eccetera eccetera.
Proviamo a vedere la cosa sotto un'altro punto di vista: e se l'uomo, durante il processo evolutivo, vedendo maturare la donna, avesse deciso di ritardare quel processo volutamente?
Conosco ragazze, la mia in particolare, in grado di arrabbiarsi per qualunque cosa.
Se prendono due kg, è colpa tua di quando hai offerto loro un gelato mesi prima.
Se il telecomando è rimasto sopra la tv e già si sono accomodate, è colpa tua perché dovevi prevedere che sarebbe stato meglio metterlo sul divano. Se lo han messo loro lì, è colpa tua che fai far sempre tutto a loro.
Se il vicino fa macello di domenica mattina è colpa tua che non gli dici niente.
Se hanno il ciclo è colpa tua che non capisci cosa provano.
Se sono in cinte è colpa tua che ce l'hai messe.
Se c'è un Se, è colpa tua perché non può essere altrimenti.
Ma, cosa più importante, SE PROVI A RIBATTERE. Quella è la fine. Quella è d'avvero la fine.
Mai ribattere una donna perché troverà sempre il modo di farti sentire un completo imbecille. Se quel modo non c'è, il motivo diventa: "E' così e basta".
Mediamente la ragazza cerca sempre il ragazzo più grande; in psicologia motivano ciò legandosi alla preservazione della specie. Io direi che è solo perché ha più pazienza e sa stare in silenzio mentre loro sbraitano senza motivo.
Attenzione: state andando in guerra con l'esercito Italiano, sarete in prima fila e il rischio di morte è altissimo. Avete a disposizione solo una telefonata perché il tempo stringe e non c'è modo di farvi salutare chiunque.
La chiamate.
-"Amore volevo farti un'ultimo saluto. Stiamo per agire.."
-"Pronto?? L'AUTOBUS NON PASSA! MALEDETTO IL GIORNO IN CUI MI HAI PORTATO IN QUESTA CITTA'! ME NE VOGLIO ANDARE!" Ecc ecc ecc..
Che essere adorabile.
Fin ora vi ho descritto il genere femminile nella quotidianità, ma non è tutto. Una settimana al mese quella "pace" viene interrotta da un macabro avvenimento: la venuta del ciclo mestruale.
La vostra Lei, non solo non finirà mai le batterie atte a trattarvi male. Ma sette giorni mensili modificherà anche il motore aggiungendo un turbo. Purtroppo legale.
Le parole in una frase raddoppieranno e si affineranno. Non avrà più bisogno di fiato per parlare perché una volta esaurite le risorse polmonari, basterà il movimento delle labbra per mandarvi quelle vibrazioni estremamente acide, che vi faranno capire cosa avete sbagliato.
Sarà un'errore amarle.
Sarà un'errore odiarle.
Sarà un'errore commettere errori.
Ricordate cari compari uomini: non chiedete mai spiegazioni. Non so se ne hanno o no, ciò che so, è che non capirete.
Ora devo andare... la mia ragazza ha il ciclo ed è estremamente acida. Poco fa si è arrabbiata con me perché l'autobus aveva lo specchietto rotto.
Se non dovessi fare altri post, sapete perché.
Buona fortuna popolo maschile!
Buona fortuna anche a me.
domenica 16 giugno 2013
Primo appuntamento post # 1
Quanto segue è un post.
Genio eh?
Questa volta affronterò il tema "primo appuntamento". Se avete notato nel titolo c'è il numero uno, al riguardo posso dirvi che questi saranno ben Tre post, riguardanti tre possibili modi in cui potrebbe svolgersi questo fantomatico "primo appuntamento".
Questa parte sarà recitata da un medio individuo insicuro. Nella seconda avremo un egocentrico e come ultimo, lo vedrete a tempo debito.
Preparativi, l'agitazione si fa sentire: "La ragazza mi piace parecchio ma io sicuramente non sono all'altezza. Lei merita di più. Se dovessimo paragonare questa situazione a un film adolescenziale americano, lei potrebbe somigliare alla Cheerleader cui vanno dietro i giocatori di football, quando io somiglierei al quattrocchi dalle lenti di quattro centimetri, col sorriso metallico a causa dell'apparecchio, e le lentiggini ovunque.
Basso, ovviamente.
Ma no dai, non sono così brutto. Non è la prima ragazza con cui esco e non devo sminuirmi così.
Andrò là, mostrerò il mio vero carattere e se le piaccio bene, se non le piaccio vuol dire che non è destino.
Faccio tardi se continuo a crogiolarmi nei dubbi e nelle paure: metto la camicia o una semplice t-shirt?
Questo può andare. Anche se su Zac Efron stavano meglio... Farò cilecca. Le dico che non vado dai, non posso. Sto male. Ed ecco il mal di testa, oddio svengo.
BASTA! Io sono S.! Io valgo! Io posso farcela! Camicia a quadri, jeans e Adidas. Fate largo donne!
Tragitto verso il punto d'incontro: "Ce la faccio, ce la faccio, ce la faccio. Forse era meglio la t-shirt, la camicia fa troppo football player. Oddio svengo ancora.
Facciamo così: le dico che mia mamma non mi ha dato la macchina perché le serviva a causa di un.. cazzo sto andando a piedi.
Le dico che faccio tardi perché non trovo le chiavi di casa e all'ultimo disdico tutto scusandomi. Lei capirà! Lei non può chiedermi di uscire senza chiavi. Lei... Sono ridicolo.
Svengo, ne sono sicuro.
Avvistamento. Lei è già li? "Oddio eccola. Si ne sono sicuro. Cavolo è bellissima. E' più bella di come credevo, oddio oddio oddio. Bene, disinvolto sicuro di te e mezzo sorriso. Zac Efron lo fa sempre: storge il lato destro della bocca così da assumere un'aria affascinante e misteriosa allo stesso tempo.
Mi cadrà ai piedi. Sarà mia, ne sono sicuro!
Messa a fuoco: "Okei non è lei. Se solo avesse sentito la metà degli aggettivi che le avevo attribuito scambiandola per questa vecchia seduta, non so se avrebbe pianto o riso.
Io ora la finisco di pensare, la finisco di farmi domande stupide e aspetto.
Se ha accettato un mio appuntamento un motivo ci sarà no?
Questa è la volta buona che svengo.
Ascesa: "Eccola! Si è lei! Controllati S. Zac lo fa. Zac si controlla ed è sicuro di sé. Calma e sangue freddo: vai lì, le porgi la mano e le dici - Ehi bella- occhiolino.
No così sviene lei. Vai lì, le dai due baci sulle guance e le sorridi con l'angolo destro della bocca. Nah, potrei esser sfacciato.
Facciamo che aspetto che sia lei a venire.
Scambio di idee: " Il saluto è andato bene. Devo attaccare bottone e rompere il ghiaccio, devo farle capire che starà bene con me e che sono quello giusto. Devo sbrigarmi! Cosa le chiedo cosa le chiedo cosa le chiedo!!
-"Ti piace Zac Efron?"
-"No, lo odio."
Svengo.
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